PNRR – Serve un anno in più

Il messaggio dall’evento AEPI: occhio a costi e contenuti

PNRR

Sul PNRR la politica è concorde: è l’ora di ripensare qualcosa su tempi (serve una proroga) e sui contenuti (obiettivi e costi). E’ quanto emerso all'evento "PNRR: priorità e futuro dell'Italia" organizzato dalla Confederazione associazioni europee di professionisti e Imprese (AEPI), in collaborazione con Adnkronos, che si è svolto nei giorni scorsi.

Un anno in più
"Abbiamo incassato sinora 46 miliardi dei 209 e quando abbiamo chiuso il negoziato per il Recovery Fund sapevamo che la sfida sarebbe stata proprio questa: la corsa contro il tempo. Invece ho la sensazione che, spesso, ci si siano divisioni negli approcci all'attuazione del PNRR alimentate da gruppi di appartenenza e di interesse. Oggi sui tempi bisogna essere realisti e fare i conti anche con l'esplosione dei costi delle materie prime. I Comuni che hanno contratti sottoscritti sei mesi fa per altre opere, fuori dal PNRR, anche solo per asfaltare una strada, preferisce pagare la penale e rinunciare ad asfaltarla, perché i costi delle materie prime sono così aumentati che non conviene più all'impresa. Se non si capisce che i contratti firmati prima dell'esplosione del costo delle materie prime, spesso, non sono più onorabili, è evidente che questo si scaricherà anche sui tempi di realizzazione dei prossimi interventi pubblici. Per questo motivo sarebbe auspicabile che l'attuazione del PNRR sulle opere pubbliche diventi oggetto di una seria riflessione comune e possa essere spalmata nella fase attuativa in un anno in più per ragioni che, nel 2020, non erano affatto prevedibili". Parola di Francesco Boccia, deputato PD e Responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale, che si è fatto interprete così di un sentimento comune tra i Sindaci e le amministrazioni in generale. Aggiungendo successivamente, intervenendo all’evento AEPI, che “è necessario aiutare i Comuni in difficoltà nella progettazione per il PNRR con l'immissione di competenze a tempo indeterminato e in maniera strutturale”.

Bisogna semplificare
Costi e competenze, dunque. Ma non sono solo questi i nervi scoperti nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.  “Nel PNRR la semplificazione delle procedure è veramente importante”, ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale dell'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI), Enzo Bianco. "Serve coraggio, il Governo deve mettere in condizione i Comuni per spendere le risorse che abbiamo", ha aggiunto, sottolineando la necessità di fare squadra e dare i soldi direttamente agli utilizzatori finali.

PNRR irraggiungibile
“C'è una distanza fra i nostri territori, dove sono presenti micro e piccole aziende, i borghi e i piccoli Comuni e il PNRR, e questo accade perché "il patto sociale che è previsto dal PNRR e dalla Ue è ben lontano dall'essere realizzato", ha evidenziato Mario Serpillo, vicepresidente AEPI con delega all'Internazionalizzazione. "Si dovevano creare le condizioni per una inclusione e una coesione territoriale, che dovrebbero essere partecipate dalle Regioni, autonomie locali, dallo Stato, dai corpi intermedi per consentire un patto sociale, ma oggi dopo la pandemia e con la guerra in Ucraina, il PNRR che è stato concepito e generato in una fase, si trova in una fase ben più grave e bisogna ripensarlo, avere forse un anno in più per attuarlo ma bisogna pensare alle parti sociali oltre che alle istituzioni che devono mettersi insieme: basta con i conflitti elettorali e le sfide a chi ha più potere, bisogna trovare un modo di generare una cultura della solidarietà istituzionale e sociale".

Il ruolo delle Regioni
"Il PNRR è una opportunità per il Paese, che però non dobbiamo trasformare in un libro dei sogni, soprattutto perché stiamo parlando di risorse che per buona parte sono del debito nazionale, altre sono parte del debito europeo a cui poi dovremmo partecipare. E' pertanto fondamentale che queste risorse siano investite per aumentare il nostro Pil e far sì che il debito diventi qualcosa di pagabile e proficuo", ha rimarcato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che all’evento AEPI è intervenuto con un videomessaggio. "Per questo il sistema delle Regioni ha sempre voluto collaborare in modo costruttivo con il Governo, seppure la risposta non sempre sia stata positiva, soprattutto all'inizio del PNRR, quando il precedente Governo aveva ancora una visione centralistica, coinvolgendo poco o nulla i territori. Abbiamo così cercato di recuperare questo gap per il miglior funzionamento e la messa a terra degli investimenti. E' stata aperta un'interlocuzione con i diversi Ministeri, in particolare con il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Maria Stella Gelmini. Abbiamo cercato così di mettere ordine e di coinvolgere i territori per rendere più veloce e proficua la spesa. Chiaro esempio sono i cosiddetti progetti Bandiera, che stiamo vagliando nelle loro diverse progettualità", ha aggiunto. "Il PNRR serve non soltanto a potenziare chi è già forte, ma a colmare soprattutto i gap esistenti a livello nazionale e non soltanto tra Nord e Sud, ma anche tra grandi aree e piccoli centri. Per quanto riguarda la transizione digitale è necessario coinvolgere sempre di più le best practice che già esistono nei diversi territori. Per la cultura abbiamo collaborato sia per i borghi grandi che per quanto riguarda il bando dei piccoli borghi, sottolineando le criticità dei piccoli Comuni che hanno difficoltà nel portare avanti le procedure. E' questo un tema sicuramente importante. Inoltre, molte Regioni hanno collaborato anche con risorse proprie per potenziare le diverse misure del PNRR e per cercare di renderlo ancora più incisivo. Ma oggi il problema all'ordine del giorno è l'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia. In tal senso la Conferenza delle Regioni ha già sensibilizzato il Governo per arrivare alle giuste correzioni del PNRR, visto anche il mutato contesto economico nel quale operare", ha concluso Fedriga.

La Posta del Sindaco




Scritto il 23/05/2022 , da La Posta del Sindaco

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