PNRR – Differenziata e riciclo, bandi ok

Aggiornato l’elenco dei siti orfani candidabili al finanziamento

PNRR

PNRR e rifiuti, avanti tutta. "I bandi per gli investimenti dedicati a differenziata e impiantistica riciclo sono andati molto bene, oltre le aspettative. C'era anche l'obiettivo di colmare il gap dell'impiantistica. C'è un dato fra tutti: la Lombardia e la Campania hanno presentato stesso numero di istanze. Con la proroga dei bandi di 30 giorni abbiamo stimolato il Sud e le proposte colmano il 60% del riparto territoriale del Centrosud". Lo ha detto Laura D'Aprile, capo Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del Ministero della Transizione ecologica (Mite), durante la quarta Conferenza nazionale sull'economia circolare organizzata dal Cen (Circular economy network), la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile assieme a un gruppo di aziende e associazioni di impresa, in collaborazione con Enea. E sempre dal Ministero della Transizione ecologica giunge la notizia che la Direzione generale Uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche ha aggiornato l’elenco dei siti orfani candidabili al finanziamento con le risorse della misura M2C4, investimento 3.4, del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I singoli siti ed i correlati interventi da realizzare per la riqualificazione dei siti orfani, cioè quelle aree contaminate abbandonate per cui non è individuabile il responsabile dell'inquinamento, saranno definiti nel Piano d’azione.

Riciclo rifiuti al 68%
Tornando al Cen, dal quarto Rapporto nazionale sull'economia circolare giungono notizie positive sul fronte rifiuti. In Italia la percentuale di riciclo ha raggiunto quasi il 68%: è il dato più elevato dell'Unione europea. Tra le cinque economie osservate, l'Italia è quella che al 2018 ha avviato a riciclo la quota maggiore di rifiuti speciali (quelli provenienti da industrie e aziende): circa il 75%. Per quanto riguarda i rifiuti urbani (il 10% dei rifiuti totali generati nell'Unione europea) l'obiettivo di riciclaggio è del 55% al 2025, del 60% al 2030 e del 65% al 2035. Nel 2020 nell'UE 27 è stato riciclato il 47,8% dei rifiuti urbani; in Italia il 54,4%. Sempre nel 2020 i rifiuti urbani avviati in discarica in tutta l'UE sono stati il 22,8%. Dopo la Germania, le migliori prestazioni sono quelle di Francia (18%) e Italia (20,1%). Il rapporto del Cen ricorda come il tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo misuri il contributo dei materiali riciclati alla domanda complessiva di materia. Ebbene nel 2020, ultimo anno di dati disponibile, il tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo nell'UE è stato pari al 12,8%. In Italia, sempre nello stesso anno, il valore ha raggiunto il 21,6%, secondo solamente a quello della Francia (22,2%) e di oltre 8 punti percentuali superiore a quello della Germania (13,4%). Spagna (11,2%) e Polonia (9,9%) occupano rispettivamente la quarta e la quinta posizione.

Consumo di suolo, pollice verso
Ci sono invece settori in cui l'Italia è in netta difficoltà. Uno è il consumo di suolo: nel 2018 nella UE a 27 Paesi risultava coperto da superficie artificiale il 4,2% del territorio. La Polonia era al 3,6%, la Spagna al 3,7%, la Francia al 5,6%, l'Italia al 7,1%, la Germania al 7,6%. Anche per l'ecoinnovazione lo scenario non è incoraggiante: nel 2021 dal punto di vista degli investimenti in questo settore l'Italia appare al 13° posto nell'UE con un indice di 79. La Germania è a 154. Per quanto riguarda la riparazione dei beni, in Italia nel 2019 oltre 23.000 aziende lavoravano alla riparazione di beni elettronici e di altri beni personali (vestiario, calzature, orologi, gioielli, mobilia, ecc.). Siamo dietro alla Francia (oltre 33.700 imprese) e alla Spagna (poco più di 28.300). In questo settore abbiamo perso quasi 5.000 aziende (circa il 20%) rispetto al 2010. In media in Europa nel 2020 sono state consumate circa 13 tonnellate pro capite di materiali. Ma tra le cinque maggiori economie al centro dell'analisi di questo Rapporto (Italia, Francia, Germania, Polonia, Spagna) le differenze sono consistenti: si va dalle 7,4 tonnellate per abitante dell'Italia alle 17,5 della Polonia. La Germania è a quota 13,4 tonnellate, la Francia a 8,1, la Spagna a 10,3. Nel 2020 per nessuno dei cinque Paesi europei esaminati si è registrato un incremento nella produttività delle risorse. In Europa nel 2020, a parità di potere d'acquisto, per ogni kg di risorse consumate sono stati generati 2,1 euro di PIL. L'Italia è arrivata a 3,5 euro di PIL (il 60% in più rispetto alla media UE).

La Posta del Sindaco




Scritto il 06/04/2022 , da La Posta del Sindaco

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