PNRR - In dirittura il bando inclusione sociale

Nei contratti con la P.A. d'obbligo per le imprese 30% assunzioni giovani e donne

PNRR

Nel mese di febbraio è prevista la pubblicazione di un bando unico per tre linee di investimento sul tema dell'inclusione sociale che potrebbero coinvolgere anche le amministrazioni locali, soprattutto per l’aspetto relativo all’edilizia abitativa. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, il 9 febbraio in audizione alle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali della Camera, sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha annunciato le misure in arrivo. Parlando anche di assunzioni vincolate a giovani ed a donne per chi fa contratti con la P.A. e di Piano di lotta al sommerso. 
Vediamo in sintesi i contenuti dell’audizione.

Le tre linee per l’inclusione
La prima linea di investimento prevede un totale di circa 900 interventi a sostegno delle persone vulnerabili e della prevenzione dell'istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti. A questi investimenti si affiancano i progetti di sostegno e di supervisione da parte degli operatori sociali, al fine di consolidarne la professionalità, favorire la condivisione delle competenze e prevenire il fenomeno del burn-out.
La seconda linea di investimento, che prevede circa 700 progetti, è indirizzata all'autonomia delle persone con disabilità mediante il reperimento e l'adattamento di spazi esistenti (e qui potrebbero entrare in gioco gli enti locali) da destinare ad abitazione per gruppi di persone con disabilità (adeguamento infrastrutturale, domotica e assistenza a distanza) e con la dotazione di dispositivi di assistenza domiciliare e di tecnologie per il lavoro a distanza, al fine di promuovere il loro accesso al mercato del lavoro. Entro il 31 dicembre, infatti, dovranno essere avviati i progetti relativi all'adeguamento di almeno 500 spazi abitativi destinati all'autonomia di persone con disabilità.
La terza linea di attività è infine dedicata alle persone senza dimora e in condizioni di povertà estrema. Saranno finanziati circa 500 progetti di housing first, ossia di assistenza alloggiativa temporanea (fino a 24 mesi), in appartamenti raccolti in piccoli gruppi sul territorio, e saranno costituite delle "Stazioni di posta", dei centri servizi per il contrasto alla povertà, aperti alla cittadinanza e integrati con i centri di accoglienza, con le mense sociali, con le ASL e con i servizi per l'impiego (tirocini formativi), anche attraverso il coinvolgimento attivo delle organizzazioni di volontariato.

Assunzioni di donne e giovani
Il ministro è intervenuto anche su altri punti qualificanti del PNRR di competenza del suo dicastero. Spiegando ad esempio che sarà necessario "monitorare l'impatto della previsione del requisito della quota del 30% di assunzioni da destinare a nuova occupazione giovanile e femminile introdotta dall'art. 47, del decreto-legge n.77 del 2021, per le imprese che si aggiudicano i contratti pubblici finanziati con le risorse del PNRR e del piano complementare". Orlando ha sottolineato di considerare il punto "qualificante per tutta la messa a terra del PNRR, un'esperienza importante da estendere a tutti i contratti siglati dalla pubblica amministrazione e tutti i bandi pubblici". C'è la necessità di "favorire una piena emancipazione economica e sociale della donna nel mercato del lavoro, prevedendo una sistematizzazione e ristrutturazione degli attuali strumenti di sostegno, con una visione più aderente ai fabbisogni delle donne, attraverso una strategia integrata di investimenti di carattere finanziario e di servizi di supporto per la promozione dell'imprenditorialità femminile". Il ministro ha aggiunto che "molto del successo di questa strategia è legato anche al potenziamento delle infrastrutture sociali che sono spesso l'ostacolo principale ad un effettivo accesso delle donne al mercato del lavoro, essendo ancora il lavoro di cura e famigliare non equamente distribuito".

Piano nazionale lotta al sommerso
Sul fronte del lavoro irregolare, invece, "è prevista l'adozione di un Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso, che prende le mosse dall'esperienza nel settore agricolo del Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato". Il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso prevede "l'introduzione di un processo di affinamento delle tecniche di raccolta e delle modalità di condivisione dei dati sul sommerso fra le autorità competenti, l'introduzione di misure dirette e indirette per trasformare il lavoro sommerso in lavoro regolare affinché i benefici dell'operare nell'economia regolare superino i costi del continuare a operare nel sommerso". "Si tratta - ha spiegato il ministro - di misure di deterrenza, come il rafforzamento delle ispezioni e delle sanzioni, misure che promuovono il lavoro regolare, quali gli incentivi finanziari, anche attraverso una revisione di quelli esistenti".
Vi sarà poi "il lancio di una campagna informativa rivolta ai datori di lavoro ed ai lavoratori, con il coinvolgimento attivo delle parti sociali, in linea con le più recenti iniziative adottate dalla Commissione europea, per sensibilizzare i destinatari sul disvalore insito nel ricorso a ogni forma di lavoro irregolare, e la creazione di una struttura di governance che assicuri un'efficace implementazione delle azioni", ha proseguito. In questo quadro "si inserisce la priorità di investimento volta al superamento degli insediamenti informali di braccianti in agricoltura, spesso sottoposti a condizioni di vita e di lavoro estremamente degradate".

La Posta del Sindaco




Scritto il 10/02/2022 , da La Posta del Sindaco

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