Approfondimento di Amedeo Di Filippo

Oltre il Covid-19: il Governo prova a ripartire con i progetti di servizio civile universale

Servizi Comunali Politiche giovanili

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Oltre il Covid-19: il Governo prova a ripartire con i progetti di servizio civile universale

Amedeo Di Filippo

 

Pubblicata la circolare 4 aprile (file allegato) con cui il Capo del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale fornisce indicazioni circa l’impiego degli operatori volontari nell’ambito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, con la finalità di riattivare i progetti attualmente sospesi e far iniziare quelli non ancora avviati. Le relative comunicazioni devono essere inviate entro il 15 aprile.

I progetti

Fornire agli enti accreditati nuove indicazioni in relazione all’impiego degli operatori volontari del servizio civile universale nell’ambito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, con la finalità di metterli nelle condizioni di riattivare i progetti attualmente sospesi e avviare quelli non ancora iniziati, in modo da contribuire alla gestione della situazione di emergenza che il Paese sta affrontando.

È l’onere che si assume il Capo Dipartimento con la circolare del 4 aprile, indirizzata agli enti per consentire loro di riattivare o avviare i progetti sospesi con la circolare del 10 marzo scorso. Queste le indicazioni: circa i progetti avviati e attualmente attivi, gli enti possono proseguire le attività e i volontari prestare servizio. Per sospesi, gli enti hanno tempo fino al prossimo 15 aprile per riattivarli, anche prevedendone una eventuale rimodulazione; fino ad allora continua ad essere garantito il permesso straordinario agli operatori volontari che non potranno ancora prestare servizio attivo a causa della temporanea sospensione. I progetti non ancora avviati possono essere attivati secondo quanto originariamente programmato oppure essere rimodulati, individuando la prima data di avvio utile.

La riattivazione dei progetti sospesi può avvenire con procedura ordinaria, allorquando il progetto mantiene le previsioni originarie, ovvero con rimodulazione. In caso di difficoltà, gli enti hanno la possibilità di impegnare i volontari in attività di altri enti o presso istituzioni pubbliche che segnalano esigenze specifiche o, in ultima analisi, presso organizzazioni private senza scopo di lucro non accreditate, configurando un “gemellaggio” i cui rapporti vanno regolamentati. Qualora il progetto non possa essere riattivato, l’ente può procedere ad una interruzione temporanea, per riattivarlo non appena e se si ripristineranno le adeguate condizioni.

In fase di riattivazione del progetto, la circolare ritiene opportuno che l’ente si raccordi con l’amministrazione comunale per mettere a fuoco contesti, bisogni, esigenze, criticità, limitazioni e finalizzare più efficacemente le attività al contesto emergenziale. A tal fine l’ente può fare riferimento agli uffici comunali di protezione civile o dei servizi sociali oppure al Centro operativo comunale (COC), laddove costituito.

I volontari

La circolare precisa che le attività possono essere realizzate “sul campo”, cioè presso la sede originaria di attuazione del progetto o quella di altro ente, anche sulla base di gemellaggio, oppure “da remoto”, cioè dal luogo in cui il volontario dimora.

Per la riattivazione dei progetti sospesi e l’avvio dei rimanenti, la circolare consente agli enti, in via eccezionale, di riarticolare l’orario di servizio previsto nel progetto e nel contratto dell’operatore volontario, sia con riferimento al numero dei giorni che al numero delle ore di impiego, fermo restando l’obbligo di perseguire gli obiettivi assegnati e di realizzare le attività indicate secondo le modalità operative definite. Viene conseguentemente autorizzata una proroga di tutti i termini per le attività di formazione generale, che possono essere erogate a distanza “o comunque nel rispetto del distanziamento sociale”.

È onere di ciascun ente predisporre un apposito registro contenente date e orari delle lezioni frontali, laddove ce ne fossero le condizioni di sicurezza, con le firme degli operatori volontari partecipanti e del formatore, ovvero, nel caso di formazione a distanza, appositi report di download e consultazione personalizzati o strumenti assimilati, oppure semplicemente un’autocertificazione delle ore erogate con tale metodologia, a firma del formatore. Anche le attività di monitoraggio e valutazione possono essere rimodulate rispetto alle ordinarie tempistiche e modalità.

Relativamente allo status degli operatori volontari, la circolare dispone che quelli impegnati nei progetti attivi proseguono le proprie attività come previsto. Quelli in regime di sospensione continuano a beneficiare del permesso straordinario retribuito fino alla riattivazione del progetto, che dovrà comunque avvenire entro il 16 aprile. Gli operatori impegnati in progetti interrotti temporaneamente dovranno recuperare il periodo di servizio non prestato oltre la scadenza del contratto sottoscritto, che verrà prorogato per un periodo pari a quello di interruzione. Gli operatori che non intendono proseguire il servizio nel progetto cui sono assegnati e che viene riattivato o rimodulato devono ricorrere all’ordinaria interruzione di servizio comunicandola all’ente di assegnazione. In tal caso il contratto verrà rescisso.

6 aprile 2020


Scritto il 09/04/2020 , da Di Filippo Amedeo

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