Approfondimento di Pietro Francesco Rizzo

La normativa emergenziale in materia di covid 19 cambia nuovamente le modalità di notificazione a mezzo posta

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Approfondimento di Pietro Francesco Rizzo                                                                                           

LA NORMATIVA EMERGENZIALE IN MATERIA DI COVID 19 CAMBIA NUOVAMENTE LE MODALITÀ DI NOTIFICAZIONE A MEZZO POSTA

Pietro Francesco Rizzo

 

Per la terza volta in due mesi sono state modificate le norme che disciplinano la notificazione a mezzo del servizio postale. Infatti, ulteriori cambiamenti sono stati introdotti dal Decreto Legge 19 maggio 2020 n.34 “ Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID” (Decreto Rilancia Italia).

Su questa modalità di notificazioni era già intervenuto il Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19” (Decreto Cura Italia), che all’articolo 108 ha stabilito che, dalla data di entrata in vigore del decreto e  fino  al 30 giugno 2020, al fine di contemperare le modalità del servizio con le esigenze finalizzate a prevenire la diffusione del contagio a tutela dei lavoratori e dei destinatari,  nello svolgimento del servizio relativo agli invii raccomandati e assicurati e alla distribuzione dei pacchi, gli operatori procedono alla  consegna mediante  preventivo  accertamento  della presenza del destinatario o di persona  abilitata  al  ritiro,  senza raccoglierne la firma  con  successiva  immissione  del plico  nella cassetta  della  corrispondenza  dell'abitazione,   dell'ufficio   o dell'azienda,  al  piano  o  in  altro  luogo,  presso il medesimo indirizzo, indicato contestualmente dal destinatario o dalla  persona abilitata al ritiro.                             

La firma è apposta dall'operatore  postale  sui documenti di consegna in cui è attestata anche la modalità di recapito.                                                               

La disposizione originaria del decreto-legge 18/2020 prevedeva tali modalità anche per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari (legge 20 novembre 1982, n. 890 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari”) e per la notificazione delle violazioni al Codice della strada (articolo 201 del decreto  legislativo  30 aprile 1992, n. 285).  Però, in sede di conversione, la norma è stata  modificata.                                        

Infatti con la legge 24 aprile 2020 n. 27,  è stato introdotto, su proposta del Senato, il comma 1 bis all’articolo 108 che ha previsto, fra l’altro, che,  per lo svolgimento dei  servizi  di  notificazione  a  mezzo posta, disciplinati  dalla legge  n. 890/1982 e dall'articolo 201 del Codice della strada, gli operatori postali  procedono  alla  consegna  delle notificazioni con la procedura ordinaria  di  firma  disciplinate dall'articolo 7 della legge n. 890 del 1982,  oppure  con  il deposito in cassetta postale dell'avviso di arrivo della raccomandata o altro atto che necessita  di  firma  per  la  consegna.                                                               

Pertanto, con la modifica apportata dalla legge di conversione si espunge il riferimento - previsto nel testo del decreto-legge - anche allo svolgimento dei servizi di notificazione di atti giudiziari a mezzo posta  dalle ipotesi per le quali non bisogna raccogliere la firma del consegnatario.  

Per tali fattispecie, gli operatori postali devono procedere alla consegna dei plichi con la procedura ordinaria di firma prevista dall'articolo 7 della legge 20 novembre 1982, n. 890, oppure con il deposito in cassetta postale dell'avviso di arrivo della raccomandata o altro atto che necessita di firma per la consegna.                                                                               

Con l’approvazione dell’emendamento in sede di conversione, l’articolo 108  è stato modificato nel senso di prevedere un regime autonomo di modalità di svolgimento del servizio postale per le notificazioni a mezzo posta di atti giudiziari e di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada.

Con tale modifica al regime introdotto dal decreto-legge  si è ritenuto di dover prevedere che, per le notifiche a mezzo posta di atti giudiziari e di sanzioni amministrative da violazione del codice della strada, gli operatori postali procedano “ normalmente” alla consegna dei plichi o con procedura ordinaria di firma ai sensi dell'articolo 7 della legge 20 novembre 1982, n. 890 con una procedura più “ garantista” nei confronti del destinatario, considerata anche la delicatezza degli atti notificati.                                                                       

Un ulteriore cambiamento, però, è stato introdotto dall’art. 46 del  Decreto-Legge 19 maggio 2020 n.34 che ha abrogato il comma 1 bis dell’articolo 108 del DL 18/2020, perché l’introduzione di un doppio regime alternativo non è stato ritenuta compatibile con l’intento cautelativo e di tutela voluto dalla norma nei confronti degli operatori postali e degli utenti, cosicché il testo dell’articolo 108 è stato ricondotto alla formulazione anteriore alla modifica apportata, con l’emendamento introdotto nel passaggio al Senato.   

Sulla base di questa ulteriore modifica, fino al 30 luglio ( in termine era fissato in precedenza al 30 giugno) anche per le notificazioni a mezzo posta, gli  operatori  postali procedono  alla  consegna  degli  invii  e dei  pacchi  mediante preventivo accertamento della presenza del destinatario o di  persona abilitata al ritiro, senza raccoglierne la  firma  e  con  successiva immissione dell'invio o del pacco nella cassetta della corrispondenza dell'abitazione, dell'ufficio o dell'azienda, al  piano  o  in  altro luogo, presso il medesimo  indirizzo,  indicato  contestualmente  dal destinatario o dalla persona abilitata al ritiro.                                                   

L’operatore postale dovrà apporre la sua firma sui documenti di consegna nei quali dovrà attestate la modalità di recapito.

Il Governo resosi conto delle difficoltà create agli operatori con questi  cambiamenti che si sono succeduti nell’arco di poche settimane, con un ulteriore alinea aggiunto al primo comma dell’art. 108 della legge n.27/2020 (di conversione del DL 18/2020) dall’art.46 del DL 34/2020, ha stabilito che sono fatti salvi i comportamenti tenuti dagli operatori postali per garantire la continuità del servizio e la tutela della salute pubblica in occasione dello stato di emergenza.                                                                       

Rimane invariata, la disposizione dell’art. 108 che dispone che per le violazioni al Codice della strada (art. 202 del decreto legislativo 30 aprile  1992, n. 285) la sanzione amministrativa pecuniaria che deve pagare il trasgressore  pari al minimo fissato dalle singole norme,  fino  al  31 maggio 2020, è ridotta del 30% se il pagamento è  effettuato  entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione  della  violazione, e non entro 5 giorni com’è stabilito di norma. 

21 maggio 2020

 


Scritto il 22/05/2020 , da Rizzo Pietro

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