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Fondo da 5 miliari e una cabina di regia per la ripartenza lente di enti locali e Regionali

La Rivista del Sindaco 08/04/2020 Dirigenza degli Enti Locali

Nel decreto di Aprile, previsto entro la prima metà del mese, si troveranno l’apertura di nuovi canali per la liquidità e la costituzione di un fondo di emergenza. I correttivi al decreto di Marzo, invece, si concentreranno solo sugli emendamenti “ordinamentali”, per allungare i tempi dei bilanci e gli adempimenti senza costare nulla.

Nell’incontro tenutosi la settimana scorsa, enti locali e Regioni hanno discusso con il governo di misure più strutturate per affrontare l’emergenza con una visione d’insieme, dopo il primo aiuto derivante dalla “solidarietà alimentare” dei Comuni (per un valore di circa 400 milioni). Le Regioni hanno anche richiesto di poter gestire direttamente il Fondo nazionale per le politiche sociali, del valore di 900 milioni (per gli anni 2019-2020). è stata inoltre proposta una vera e propria cabina di regia da parte dei viceministri dell’Economia Laura Castelli e Antonio Misiani. Un gesto che ha calmato le tensioni dei giorni precedenti, riguardo le polemiche sulla sanità da statalizzare e le ordinanze da uniformare nate con i presidenti di Regione. Nella cabina di regia ci sarebbe spazio per governo, opposizione, enti territoriali e parti sociali chiamate in causa, allo scopo di decidere le “modalità di ripartenza che saranno lente, lentissime, graduali, in sicurezza, rigorose”. Cercando quindi di definire anche date più certe, senza continuare a giocare con le speranze di cittadini e imprese, già abbastanza provati dal lockdown.

Il capitolo finanziario rimane ovviamente quello più atteso da enti locali e Regioni, su cui non si sono espresse cifre ufficiali, ma con il governo che s’impegna a realizzare “risposte importanti”, e sembra intenzionato a fornire uno stanziamento sostanzioso, con ipotesi che parlano di 5 miliardi, da dividere in 3 miliardi tra enti locali (500 milioni a Province e città metropolitane) e Regioni. Nella trattativa tra governo e Regioni si è presentata anche la possibilità di sfruttare anche i fondi UE non impegnati per l’emergenza, anche se l’utilizzo concreto di tali risorse ha già incontrato alcuni ostacoli. Insomma, nuove incognite e possibilità sul decreto che deciderà delle somme da destinare ai vari interventi e da finanziare grazie al deficit aggiuntivo. Rimane chiara a tutti la necessità di stabilire punti fermi per far raggiungere alle cifre da destinare agli enti territoriali un assetto definitivo. Numerose sono le perdite che l’emergenza sta causando alle casse di Regioni, Province e Comuni, tra sospensioni e rinvii di diverse tasse. Perdite che si spera il governo riesca ad ammortizzare in qualche modo.


Articolo di La Posta del Sindaco


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