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Rispettare la procedura attuata per l’emergenza Covid-19 per le esenzioni lavorative, salva i dirigenti dalle responsabilità

La Rivista del Sindaco 28/04/2020 Dirigenza degli Enti Locali

I vincoli procedurali dettati dalla normativa sono vincolanti per le PA che intendono collocare in esenzione il proprio personale, e seguire tale percorso permette agli enti di ripararsi dalla maturazione di responsabilità amministrativa, preoccupazione manifestata da numerosi dirigenti e responsabili che si occupano di gestione di risorse finanziarie e del personale. Importante risulta la capacità (e dovere) dell’ente di individuare al proprio interno, le attività che necessitano di continuare ad essere svolte (indifferibili) da quelle che possono essere sospese o rinviate. Tre sono gli ambiti in cui si devono muovere le pubbliche amministrazioni per individuare tali attività indifferibili:

- per il primo ambito, sono considerate fondamentali e necessarie le attività legate al contenimento e al contrasto della diffusione del virus, come ad esempio il servizio delle forze dell’ordine impegnate nel controllo delle attività;

- nel secondo ambito rientra il personale impegnato ad erogare servizi pubblici essenziali, come stabilito dalla legge 146/1990, dagli accordi presi tra organizzazioni sindacali ed Aran il 19 settembre 2002 e l'8 marzo 2016, ed infine al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 marzo. Tenuta in considerazione la chiusura di scuole, biblioteche e musei, per quanto riguarda lo stato civile si devono considerare i sevizi di igiene, raccolta rifiuti, trasporti pubblici, dichiarazioni di nascita e di morte, etc etc

- a costituire il terzo ambito troviamo le attività fondamentali per garantire il funzionamento dell’ente, come il provveditorato, il centro informatico, i servizi di pulizia e sanificazione dei locali, la manutenzione delle sedi, etc etc. Qui rientrano le attività a garanzia dell’erogazione stipendi, dei pagamenti e dei contributi, assieme ai procedimenti considerati dall’ente stesso (o su istanza di privati) urgenti, che non si vedono quindi sospendere i termini di conclusione e nemmeno di maturazione del silenzio assenso.

I dipendenti che non possono svolgere i loro compiti in smart working e che non sono coinvolti in attività indifferibili devono essere individuati dall’amministrazione. Una rotazione del personale è possibile per le attività tra loro fungibili. L’applicazione di questi principi non esclude nessun tipo di profilo, estendibile quindi anche al personale educativo e docente di asili nido, scuole materne e agli addetti ai musei, biblioteche, etc. Chi non svolge un lavoro indifferibile né può sfruttare lo smart working si troverà oggetto di imposizione della fruizione delle ferie maturate fino al 31 dicembre 2019 (e degli anni precedenti). Rimane in dubbio l’impossibilità di imporre al personale pubblico il collocamento di autorità in ferie maturate o che maturano durante il 2020. Si deve anche imporre l’utilizzo dei riposi compensativi e della banca delle ore, oltre che di eventuali altre tipologie di congedo maturate. I dipendenti rimanenti, saranno impiegati per fornire attività di aggiornamento e formazione a distanza, in base a pacchetti formativi che l’ente avrà predisposto, come da protocollo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e dal Ministro per la Pubblica Amministrazione. Solo giunti a questo punto della procedura, si possono collocare i dipendenti in esenzione del lavoro (una sorta di cassa integrazione), anche solo per una parte del proprio orario di lavoro.


Articolo di La Posta del Sindaco


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