La Rivista del Sindaco


NUOVI MESTIERI PER NUOVE PROVINCE - DALLA SCENA NAZIONALE A QUELLA REGIONALE

La Rivista del Sindaco 29/05/2015 Le Nuove Province

Riflessioni sul destino delle nuove Province e alcune proposte per dar loro un futuro dignitoso e utile al Paese. Un test sul caso Abruzzo

Che la faccenda delle nuove Province sia destinata a trascinarsi per le lunghe sembra ormai scontato. Quello che segue vuole essere un contributo utile a riflettere su cosa si potrebbe fare se solo si riuscisse ad abbandonare l’ottica tradizionale, vale a dire se si riuscisse a trasferire in quel che rimane delle Province un minimo di cultura da “intrapresa pubblica”.

Vediamo meglio di cosa si tratta. Le Province, a seguito della legge 56/14, detta “Del Rio” deve dedicarsi a tre tipolgie di attività:

  1. Funzioni e servizi esclusivi, regolati e finanziati dallo Stato, (Edilizia scolastica e Viabilità);
  2. Funzioni e servizi delegati, regolati e finanziati dalle Regioni (Ambiente e Trasporti);
  3. Servizi a supporto dei Comuni, soprattutto di piccola dimensione demografica, e dei loro territori. Nell’ambito delle vigenti leggi, a decidere in merito sono i Sindaci riuniti in assemblea provinciale. Il finanziamento è a carico delle finanze dei Comuni beneficiari.

L’ipotesi di lavoro che si intende sviluppare riguarda il punto 3. E’ possibile, infatti, individuare, da subito, degli ambiti di collaborazione Comuni-Province tali da:

  • Consentire rilevanti economie di scala
  • Migliorare i servizi a disposizione dei Comuni
  • Consolidare il ruolo delle nuove Province
  • Rendere queste ultime “produttive” per l’intero sistema dei governi locali

Per conseguire questi risultati è necessario partire da un’offerta di servizi della Provincia capace di incontrarsi con la domanda (potenziale e/o latente) dei Comuni, sui seguenti punti:

  • Disponibilità di piattaforme per la gestione amministrativa e tecnica dei processi in modalità on-line, anche con il coinvolgimento di privati operatori
  • Prestazioni di carattere strettamente tecnico, per lo svolgimento delle quali siano determinanti valutazioni di carattere politico (almeno inizialmente)
  • Elevata qualità ed economicità di ciascun specifico servizio in cui si articola l’offerta
  • Certezza della disponibilità presso la Provincia di competenze professionalità altrimenti non alla portata dei Comuni
  • Garanzia dell’erogazione integrale del servizio, vale a dire non limitata agli aspetti amministrativi e procedurali, ma in grado di farsi carico del risultato atteso
  • Livello di prestazioni certificato per quanto riguarda il rispetto di standard riconosciuti a livello nazionale ed europeo
 
29 maggio 2015 
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