La Rivista del Sindaco


200 euro in più ai medici da questo gennaio

La Rivista del Sindaco 14/01/2020 Qualità della vita

Un incentivo economico per i medici e convincerli a non fuggire dai pronto soccorso, sempre più privi di personale, a causa del forte rischio burn out e anche delle aggressioni subite per mano degli stessi pazienti. Condizioni che hanno portato a una certa mancanza di candidati perfino nei concorsi, in particolare al Sud. Per lo stesso principio, sono previste anche indennità per chi lavora nei servizi di guardia notturna. Queste le due novità presenti nel contratto dei medici firmato dall’Aran, e che prevede già da gennaio (o febbraio per alcune aziende sanitarie) un aumento lordo mensile di quasi 200 euro per circa 130.000 camici bianchi del Servizio Sanitario Nazionale, tra cui i veterinari, più un conguaglio sugli arretrati della parte tabellare di 5.000 euro.

Un incremento retributivo del 3,48%, pari ad un aumento tabellare di 125 euro al mese sullo stipendio base (per tredici mensilità), più 75 euro che rientrano nella parte accessoria del salario. Chi fa la guardia notturna, si ritroverà in busta paga 30 euro in più, per un totale di 100 euro lorde a notte. Un aumento di 50 euro invece per chi lavora la Pronto Soccorso di notte, per un totale d’indennità di 120 euro. Per tutelare che si adopera in questi orari più usuranti, si prevede che il giorno seguente al turno di notte, potranno essere impiegati solo dal pomeriggio successivo. Incentivo anche per i neo-assunti, che si ritrovano così con uno stipendio di posizione fissa di 1500 euro, che si vedranno riconosciuto lo stesso aumento annuale del tabellare per 1950 euro.

Si aprono 9.000 posizioni per incarichi di “alta professionalità” per quei giovani bloccati da concorsi sempre più rari per la classica carriera gestionale (per cui ci si deve sottoporre ad un concorso da primario), che avranno così la possibilità di un percorso alternativo. Per chi riesce ad accedere ad un incarico di “alta professionalità” si attiveranno quattro passaggi riguardo gli aumenti retributivi: si passa da 5.500 euro lordi l'anno a 6.500 dopo 5 anni, poi 11.000 e infine al massimo di 12.500 euro l'anno. Miglioramenti anche per le numerose donne medico, con il nuovo contratto che elimina le varie penalizzazione relative alla retribuzione di risultato per le lavoratrici in gravidanza, e ne aumenta la possibilità di ottenere un lavoro a tempo parziale.

Un atto di valorizzazione per la professione sanitaria, in particolare nei riguardi dei più giovani, che potranno trovare compensi all’altezza dello sforzo richiesto e nuovi percorsi da seguire in base alla propria professionalità e competenza. La crisi di personale rimane però un punto focale della questione sanitaria, tanto che Andrea Filippo (Fp Cgil medici) che ora “sono fondamentali le risorse per il prossimo contratto, ma soprattutto è indispensabile quel piano assunzionale straordinario che la Cgil richiede da mesi, necessario per salvare i servizi sanitari”, e tiene anche a ricordare che “Le soluzioni trovate nel Patto della salute appena sottoscritto, non sono sufficienti a colmare la grave emorragia di personale che abbiamo subito in questi anni”. Insomma, una crisi che si inizia ad affrontare, ma ben lungi dall’essere risolta.


Articolo di La Posta del Sindaco


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